Lo scrittore Paolo Di Censi ha incontrato i bambini della Scuola dell'infanzia di Monticello Amiata

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da Segreteria

del martedì, 01 aprile 2025

L'amore per i libri inizia da bambini, avvicinando i più piccoli al piacere della lettura. Proprio con questo obiettivo, la scuola dell'Infanzia di Monticello Amiata, sta portando avanti già da alcuni anni un laboratorio di lettura, nell'ambito del progetto “Leggere forte”, durante  il quale vengono sceneggiati, prodotti e interpretati anche brevi video ispirati ai testi. 

Proprio lo scorso anno, tra le altre cose, è stata realizzata una trasposizione teatrale, poi trasformata in video, di un breve testo dal titolo “La zucca e la lucciola”, liberamente tratto dall'omonimo libro per bambini di Paolo Di Censi. Il lavoro ha coinvolto maestre, collaboratrici scolastiche e il personale docente dell'istituto che ha messo a disposizione l'attrezzatura per girare il video, successivamente caricato sulla pagina Youtube della scuola. 

Ed è proprio sulla questa piattaforma che ci si è casualmente imbattuto l'autore, mentre navigava su internet. È rimasto così colpito dalla trasposizione teatrale del suo racconto, che ha telefonato alla scuola per complimentarsi, accettando di partecipare a un incontro on line con i bambini lo scorso 11 marzo. In quella data, infatti, si è svolta l'iniziativa “Libri di chi? Quattro chiacchiere con chi i libri li inventa, scrive, disegna e talvolta racconta...”, un incontro virtuale per chiacchierare con chi sta dall'altra parte delle pagine, per rispondere alle curiosità che nascono prendendo un libro tra le mani e immaginandone la nascita.

L'incontro con i ragazzi è stato estremamente piacevole e costruttivo, come ha detto lo stesso Paolo Di Censi. «Questa è una di quelle idee che spuntano fuori quando per caso ti ritrovi a guardare qualcosa che nasce un po' anche per merito tuo», ha detto. «Sono quelle volte – riprende - in cui ti brilla qualcosa negli occhi in cui ti rimane incastrata un'immagine precisa. Con il video realizzato dalla scuola dell'infanzia Monticello Amiata è successo proprio così. Vedere come una storia prende una nuova vita, come voli lontano e si trasformi riempie di orgoglio e incuriosisce a tal punto da voler ringraziare chi ne ha saputo cogliere le sfumature e farla propria. Così l'idea di cercare un numero di telefono e dire grazie con le parole.

Non capita spesso di assistere a un vero e proprio spettacolo teatrale realizzato da bimbi che danno la loro voce ai personaggi che tu hai inventato. Succede così che quella storia rinasce, e succede ogni volta che qualcuno la legge e la fa sua vedendo oltre le pagine che hai scritto e disegnato. Con quella stessa spontaneità, con cui non nego di aver avuto gli occhi lucidi mentre guardavo quel piccolo spettacolo, nasce l'esigenza di voler creare una piccola connessione, di quelle di cui oggi, soprattutto, abbiamo tanto ma tanto bisogno. Sono questi i momenti in cui la storia che ti racconti ha il suo lieto fine, quando arriva a scaldare "...gli occhi, il sorriso e il cuore"», conclude Di Censi.